Durante i nove mesi dell’occupazione nazista di Roma, la polizia tedesca è sulle tracce di un ingegnere a capo di un movimento della resistenza. Il giovane, sfuggito in tempo alla perquisizione nel suo appartamento, trova rifugio nella casa di un parroco di periferia, benemerito della lotta contro l’oppressore. Ma la delazione di un’attricetta che ha avuto una relazione con l’ingegnere, porta all’arresto dell’ingegnere e del parroco. Sottoposti a crudeli sevizie perché rivelino i nomi dei loro compagni, i due resistono eroicamente e, mentre il giovane perde la vita sotto la tortura, il prete, contro il quale si sfoga inutilmente la bestiale ira dei poliziotti, viene condannato alla fucilazione. Primo episodio della trilogia neorealista di Rossellini, Roma città aperta è universalmente riconosciuto come un capolavoro, una sorta di film-simbolo del Neorealismo. Accolto freddamente in Italia, il film ebbe immediato successo all’ estero vincendo il Festival di Cannes nel 1946.
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